Non sono triestina, vivo in questa bella città da quattro anni ma non conosco ancora bene la loro cucina. Ho un caro amico che ogni tanto mi dà delle dritte su piatti del territorio, mi ha anche regalato un libro di cucina e curiosità culinarie triestine, ma ahimè è scritto in stretto dialetto del luogo. Le patate in tecia (tecia sta per tegame) sono un gustosissimo contorno che, tradizione vuole, sia cotto in padella di ferro o alluminio, adattissima a far si che si formi quella deliziosa crosticina che dona un gusto particolare alle patate. Non me ne vogliano i triestini, ma io non disponendo di pentole di alluminio ho usato una normalissima padella.
Di seguito qualche immagine di quello che è il simbolo della città di Trieste, lo splendido Castello di Miramare, fatto costruire completamente in marmo bianco da Massimiliano d'Asburgo, arciduca d'Austria. Il castello è circondato da un grandissimo parco che vanta una considerevole quantità di piante molte delle quali scelte dallo stesso arciduca durante i suoi numerosi viaggi intorno al mondo.
Patate in tecia
Lessare le patate con la buccia in abbondante acqua. Una volta cotte pelarle e schiacciarle grossolanamente con una forchetta. Affettare sottilmente la cipolla e farla soffriggere in 4 cucchiai di olio per 15 minuti circa a fuoco basso (non deve imbiondire), se necessario bagnare con del brodo. Aggiungere le patate, salare e pepare e farle insaporire per una decina di minuti, se dovessero risultare troppo asciutte bagnarle con il brodo. Le patate in tecia sono pronte quando cominciano a fare una crosticina sul fondo.
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Con questa ricetta partecipo al contest del blog Vaniglia e cannella
e al contest del blog Pan di panna









Buonissime le patate in tecia, le ho mangiate in una trattoria in occasione di una mia visita fatta a trieste l'estate scorsa, ma purtroppo non ho visto il castello all'interno, solo da fuori ed hai ragione è veramente bellissimo.
RispondiEliminaCioa.
Bellissima la ricetta e bellissime le foto. Ti ringrazio moltissimo.
RispondiEliminaMa che buone! E semplici....devo provare, non le ho mai mangiate così!!
RispondiEliminaCiaooo
Scusa ma non posso esimermi dal menzionare un'altra meraviglia di Trieste, essendo oltretutto su un blog di cucina: il mitico Buffet da Bepi Sciavo! :-)
RispondiEliminaUn ricetta semplice e gustosa, bella proposta, la vado a provare subito... grazie!!! baci
RispondiEliminaE' un piatto povero, semplice, ma sicuramente gustosissimo! Ciao!
RispondiEliminaLe patate in tecia sono un piatto che si prepara anche da noi in Veneto, anche se mi ricordo che la nonna non le schiacciava e mi piacciono tantissimo! Bellissime le foto del castello, l'ho vsitato tanti anni fa ed e' stato bello rivederlo! Ciao buona domenica
RispondiEliminaChe belle queste foto luminose e fresche. Le patate in tecia non le ho mai assaggiate, ma dato che trovo sia un piatto nelle mie corde credo proprio che lo proverò presto!
RispondiEliminaUna ricetta semplice ma veramente deliziosa...devono essere buonissime quelle patate!!! Le foto che ci hai mostrato sono davvero bellissime...un bacione e buona serata!!
RispondiEliminaciao Donatella, a Trieste sono stata solo una volta, un po' di sfuggita ed a mio marito è rimasta nel cuore (tanto che ci riproponiamo di venire a rivisitarla) nonostante quella sera soffiasse un vento che portava via (quando abbiamo sentito una coppia di triestini che parlavano, passandoci accanto, della "boreta" ci siamo guardati! Boreta? A noi sembrava proprio una bora con controfiocchi!).
RispondiEliminaIl castello è bellissimo, quello "mi manca", non siamo potuti andare. Quanto alla tua ricetta mi piace tantissimo; amo le patate, mi piace l'abbinamento con le cipolle... per le patate in tecia: pollice su!
Un bacio
conosco bene questa ricetta e l'adoro. Grazie per il bellissimo contributo!!!
RispondiEliminaTi abbraccio
Mara
Grazie per avermi riportato a trieste virtualmente, ci sono stata 5 anni per studio e mi e' rimasta nel cuore:)
RispondiEliminaAHHHHHHHHHHHHHH ERESIAAAAAAA!!!!!! niente brodo, nessun allungamento che non sia olio (che io, triestina doc, uso di semi vari, l'evo stravolge il gusto di questo piatto).
RispondiEliminaLa cipolla va soffritta fino a UN NANO SECONDO PRIMA CHE BRUCI, a quel punto si aggiungono le patate amalgamandole velocemente per non dare il tempo, appunto, alla cipolla di bruciare. Si continua la cottura mescolando di tanto in tanto, ma senza intaccare l'attaccato ;)
Riscaldate sono ancora più buone.
Complimenti per il sito, mi piace molto, tornerò a leggervi ciao
@ann.ts: Piacere di conoscerti, e grazie per le dritte sulla cottura di questo piatto.
RispondiEliminaTrieste è una splendida città, mi piace come l'hai fotografata. E mi piacciono queste patate, le provero' presto... grazie!
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